Due operai morti a Napoli in un cantiere abusivo, investiti dal crollo di un solaio e da dieci metri di terra. Un agricoltore di 62 anni che ha perso una gamba a l'Aquila, tranciata dai denti della sua motozappa. Un altro operaio di 38 anni caduto nel lago di Como con la ruspa che stava guidando. Otto intossicati da un incendio in una fabbrica nell'hinterland di Milano. Una giornata qualunque di incidenti sul lavoro, come tutti i giorni. I numeri forniti dall’INAIL sono tremendi: 1201 morti e 959 mila 907 incidenti nel 1999. Tre morti più di 2 mila 600 infortuni al giorno. Un primato (negativo) in Europa, una tendenza che purtroppo non accenna a cambiare: negli ultimi quattro anni le cifre sono rimaste sostanzialmente le stesse. Per cercare di capire perché", la Commissione Lavoro del Senato ha condotto un'indagine conoscitiva durata sette mesi, i cui risultati sono condensati in 47 sconfortanti pagine. "Una situazione impossibile", sintetizza il presidente della Commissione Carlo Smuraglia, che scongiura il governo di accelerare perlomeno l'iter legislativo delle norme antinfortunistiche. Soprattutto il completamento della riforma delle Aziende sanitarie locali, che secondo la Commissione è una delle cause indirette della mancata riduzione degli infortuni Perché, spiega Smuraglia, "meno dell'uno per cento del personale sanitario è stato destinato alla vigilanza". Ma le colpe non sono tutte nelle inadempienze o nei ritardi dei legislatori.
Anche le imprese hanno la loro grossa fetta di responsabilità. "Gli incentivi alle imprese debbono essere subordinati alla dimostrazione—dice Smuraglia—che queste siano in regola con le norme di sicurezza". Oggi invece (e i sequestri dei cantieri del Giubileo a Roma ne sono la dimostrazione più evidente) le cose non stanno proprio così. Soprattutto quando le grandi imprese subappaltano i lavori a ditte più piccole e più disinvolte sul piano dell'antinfortunistica.
La Commissione è andata anche a dare un'occhiata a quanto succede nei paesi scandinavi Finlandia, Svezia e Danimarca—che vantano un tasso di infortuni fra i più bassi al mondo. E ha scoperto un pianeta dove vige una regola quasi banale: la prevenzione costa meno della riparazione dei danni. Partendo da questo (e da uno sviluppo della "coscienza antinfortunistica"), nel Nord dell'Europa quasi nessuno più muore sul lavoro. Per noi è ancora un'utopia.