Mangimi a rischio mucca pazza, olio di semi (di incerta natura) venduto come extravergine di oliva, salsa alla buccia (e basta) di pomodoro, vini doc "abusivi" e mozzarella di "vera" bufala (cioè con latte di mucca o, piuttosto, in polvere). E solamente un sìntetico campionario delle perle scovate, tra magazzini malfrequentati e imprese alimentari di pochi scrupoli, dai segugi dell'lspettorato repressioni frodi del ministero delle Politiche agricole. E il bilancio dell'attività svolta nei primi nove mesi dello scorso anno (18.382 visite e circa 40.000 prodotti controllati) si chiude con multe per 470 miliardi di lire e sequestri per 10 miliardi. Le indagini degli ispettori del ministero condotte in collaborazione con il Comando tutela norme comunitarie dei Carabinieri, spaziano su diversi fronti: dall'incasso illegale di aiuti comunitari al mancato rispetto di norme e regolamento, fino ai controlli alle frontiere. A finire nel mirino sono soprattutto i traffici illeciti con il vino (40% dei controlli) ma è l'olio, con circa 300 miliardi di ordinanze emesse, ad occupare lo spazio maggiore nei verbali. Una cifra che, tuttavia, non deve mettere in cattiva luce gli olivicoltori nostrani che, da sempre, sollecitano verifiche rigorose su import e truffe a colpi di etichette sospette.
La lista delle frodi più gettonate vede comunque al primo posto ex aequo, con il 29,4% delle irregolarità riscontrate, i mangimi ("presenza di tessuti derivati da mammiferi vietati dalle norme preventive anti Bse", il morbo della mucca pazza) e i fertilizzanti ("titoli in elementi non corrispondenti al dichiarato"). Seguono le conserve di pomodoro (22,5% irregolarità) per "contenuto di bucce superiore al limite legale". Liquori e distillati si piazzano al terzo posto con il 14,6% delle segnalazioni ("acidità volatile superiore ai limiti di legge").